Immagina di percorrere un breve tratto di strada che dal centro abitato in pochi minuti ti accompagna alle porte di un borgo sospeso nel tempo, dove gli unici rumori sono i cinguettii degli uccellini e il frusciare delle foglie al vento, che lì soffia sempre leggero. In basso, nella pianura, si mostra la Valdinievole e sulle colline intorno altri castelli fanno capolino e sembrano salutarti.
Sei arrivato a Buggiano Castello, borgo arroccato su una di queste dolci colline a 179 metri di altezza sul livello del mare e caratterizzato da uno stretto legame tra il paesaggio circostante e l’aggregato urbano.

Castello dalle antiche origini, la sua storia è alimentata da leggende e storie curiose, che sembrano attestarne addirittura le sue radici romane. Tralasciando in questa sede il dibattito sulle origini del borgo, il periodo più fiorente della sua storia fu senza dubbio il Medioevo, quando già in quel momento questo antico castello aveva una grande importanza strategica data la sua posizione, oggi ritenuta panoramica e godibile dal punto di vista turistico, ma che nel Medioevo rappresentava ben altro. La posizione del castello di Buggiano, infatti, stuzzicava gli appetiti delle potenze che gravitavano in zona, perché averne il possesso significava conquistare prima di tutto un ruolo di egemonia nello scacchiere politico dell’epoca, nonché un punto di osservazione privilegiato sul territorio, un avamposto difensivo su di esso.

Proprio al Medioevo risale la tradizione della coltura degli agrumi, che oggi rende Buggiano Castello un borgo unico nel suo genere. Furono le monache benedettine a introdurre la cura delle piante di agrumi tra le mura di quello che fu il Monastero di Santa Scolastica, oggi splendidamente recuperato e trasformato in struttura ricettiva di lusso. La regola benedettina – incentrata sull’esercizio combinato di preghiera e attività manuale – prevedeva infatti la cura di orti, visti come luoghi di produzione delle derrate alimentari di prima necessità ma anche come posti utili per il raccoglimento e la preghiera. Insomma, nei monasteri benedettini si univa l’utile al dilettevole ma le monache benedettine di Buggiano Castello erano estrose, tanto che trasformarono gli orti in preziosi giardini per raffinate coltivazioni, che hanno poi iniziato a diffondersi in tutto il borgo, dando vita a veri e propri giardini segreti, custoditi tra le mura delle civili abitazioni e nascosti alla vista degli ignari passanti.

Grazie a un microclima particolarmente favorevole, pur sempre continentale ma temperato – vista la vicinanza della zona palustre del Padule di Fucecchio – e mite, perché lontano dalle nebbie e dall’umidità della pianura, nel borgo è possibile ancora oggi coltivare con successo varie specie di agrumi e di specie floreali, e questa sua peculiarità ha valso a Buggiano l’appellativo di Borgo degli Agrumi. Per la soddisfazione dei proprietari, tutti rigorosamente con il pollice verde, e dei viaggiatori curiosi che si ritrovano a scoprire un pezzettino di Costiera Amalfitana in terra toscana!

Visitare Buggiano Castello oggi significa compiere un vero e proprio viaggio sensoriale indietro nel tempo: varcata la Porta Sermolli – una delle due porte ancora conservatesi delle mura del borgo – i vicoli in pietra che ricordano le origini sicuramente medievali del borgo ti accompagnano dolcemente, in salita, fino alla parte più alta del castello.

Il viaggio è una continua scoperta mentre, specialmente durante la primavera (momento migliore per programmare una visita), gli odori delle piante in fiore e degli agrumi che si nascondono dietro a quei muri che proprio in questo momento stai costeggiando, ti avvolgono rendendo quella che pensavi fosse una semplice passeggiata una vera e propria esperienza!

Se vuoi vivere questa esperienza con me hai ancora un’occasione: partecipa alla prossima visita guidata in programma a Buggiano Castello